Jacquard Attack: aria di primavera

jacquard attack

 

Si lavora anche con la bella stagione, certo che sì! Io personalmente mi lancio sul cotone, ma sono apprezzabilissimi anche viscosasetabambù. Faccio una parentesi sul lenpur: qualcuno sa se esiste ancora? E’ un filato di pura cellulosa, derivato dalle potature, solo al pensiero il mio spirito riciclante eco-bio fa le capriole. Lo trovai e lavorai circa otto anni fa, durante l’attesa, per confezionare qualche abitino infantile, e ne apprezzai la morbidezza. Devo dire che la sua tendenza ad irrigidirsi quando bagnato mi lasciò parecchio perplessa. 

jacquard attack

 

 Si lavora anche con la bella stagione, certo che sì! Io personalmente mi lancio sul cotone, ma sono apprezzabilissimi anche viscosa, seta, bambù. Faccio una parentesi sul lenpur: qualcuno sa se esiste ancora? E’ un filato di pura cellulosa, derivato dalle potature, solo al pensiero il mio spirito riciclante eco-bio fa le capriole. Lo trovai e lavorai circa otto anni fa, durante l’attesa, per confezionare qualche abitino infantile, e ne apprezzai la morbidezza. Devo dire che la sua tendenza ad irrigidirsi quando bagnato mi lasciò parecchio perplessa.

Insomma, il mio stendino sembrava ospitare una serie di stoccafissi, inamovibili nella gentile brezza della primavera. Fu solo un momentaneo allarme, passato una volta che il suddetto venticello asciugò i panni. Insomma sì, sono curiosa, aperta alle novità, ho l’occhio lungo per i filati particolari, faccio acquisti compulsivi e poi…poi mi tocca riciclare le rimanenze con un qualche tipo di Jacquard attack.

 

Quando compongo un capo con del filato riciclato seguo pochissime, semplici regole: i fili devono avere approssimativamente gli stessi ferri di utilizzo e devono essere coerenti tra di loro riguardo alla stagionalità. Per il resto è tutto un salto nel buio. E quindi via con le Maglie a Muzzo, i vestitini Saltaintesta e tutta una serie di colorate minutaglie, che vanno dai Turtle neck Sailcavolocappuccio alle Presine Fulminate. La genesi segue di solito lo stesso copione: guardo il cumulo dei filati che trasborda dalla cassapanca nel mio atelier, estraggo quello quantitativamente più rappresentativo e pesco qualche gomitolo che, per una ragione o per un’altra (a volte fanno anche a pugni, le ragioni), ci si può accostare.

Lo step due è decidere quale oggetto mettere insieme, normalmente attendo la folgorazione sulla via di Damasco: camminare, meditazione, Pink Floyd, tutto fa brodo, l’unica cosa che escludo è il fungo allucinogeno. Dopo tutto mi sono riprodotta, e la prole necessita di una madre più o meno funzionante, oltre a un armadio pieno di capi originali. Il più delle volte niente di tragico: decido per un Golfino Stocastico. Chi non abita in zona non comprenderà, ma qui anche il clima della bella stagione non è che sia proprio proprio come quello del deserto del Gobi, diciamo che la carta pluviometrica ci avvicina al Carso, quindi niente di più funzionale di quello.

 

Una volta presa la grande decisione posso scegliere il motivo stranded ed è proprio qui, che ti volevo portare, ai motivi e ai colori primaverili. No, perché… sembra ieri che abbiamo messo via le decorazioni natalizie, invece eccola qui, la primavera! Pantone ha emesso il verdetto, il colore dell’anno è il greenery, ed è anche un colore molto primaverile, lo sanno bene le gemme di marzo, quest’anno più alla moda che mai. E quindi? E quindi via ai motivi con il verde, freschi, sinuosi, foglie, fiori e tutto il cucuzzaro ispirato alla natura e alla sua rinascita.

Qui posto qualche link a ravelry, con i pattern primaverili che mi sono piaciuti di più, da eseguire paro paro o estrarne semplicemente i motivi. Ci sono ancora muffole e cappelli, è vero, ma qualcuno abiterà pure in montagna! Lì fanno comodo più o meno tutto l’anno. Poi, ribadendo il concetto, di un pattern non si butta via niente, esattamente come il maiale, ebbene sì, e quindi puoi sfruttare un motivo anche per un capo che non sia quello di destinazione. Oppure usare il tutto quando il freddo tornerà, mantenendo il verde 2017 come colore base oppure rimaneggiando anche la tavolozza.

 

Playsweetmusic design, ecco “Spring river”, mi piace perché propone l’idea di freschezza e fluidità.

Primavera playsweetmusic designer

Monica Russel propone questa maglia “Easy living”, con punti di Fair Isle: solo a guardarla suggerisce gite fuori porta, cinguetti e vita all’aria aperta.

Easy living Monica russel

 

Tanis Lavallee - ho deciso che è una tra le mie designer preferite - condivide questo cappello primaverile “Spring hat”, parte di un quadrittico stagionale.

Primavera tanis lavalle 

 Ancora guanti? Ehm… si. Ma qui ci sono foglie e gemme! Di Jouni RiihelÓ“ e Leena RiihelÓ“ ecco ”Spring Spirit Mittens”.

Kevat small2 jouni reena riihela

         

Che altro dire? Felice sperimentazione!