FILI DI STELLE: La (s)coperta di Mamy

fili di stelle

Avrei voluto rivedere il film per l’ennesima volta e avrei voluto seguire la puntata speciale di Ulisse dello scorso 13 maggio ma non ho fatto niente di tutto questo. Quindi cercherò di cavarmela come quando all’interrogazione di Italiano presi un bel voto perché non avevo studiato niente di Pirandello ma era il mio scrittore preferito…

Via col vento è un film del 1939 e detiene tuttora il record di incassi di tutti i tempi!

Locandina originale

Del film sicuramente hai già letto e riletto chissà quanti dettagli, quanti segreti, quanti scoopsss… Gli attori non andavano d’accordo fra loro? A Clark Gable davvero puzzava l’alito? Possibile che un faccino d’angelo come Vivien Leigh fosse bipolare?

Se sei un vero amante di Via col vento quando senti quella colonna sonora ti chiedi “perché non ha scelto un’altra sigla?”.

Se sei un vero amante di Via col vento guardi sempre le tende delle case lussuose che frequenti, chiedendoti che cartamodello ci avrebbe messo su Rossella O’Hara.

Se non ami via col vento non fa niente perché tanto Mamy la conoscono tutti.

Hattie McDaniel

Mamy, grande Mamy. Indimenticabile.

Non mi stupisce, oggi, pensare che Hattie McDaniel abbia vinto l’Oscar quella sera del 1940, ma allora… Allora nessun Afro-americano prima di lei l’aveva vinto.

 video oscar

Video consegna Oscar ad Hattie McDaniel

Potè ritirare il premio ma non potè assistere alla prima del film, così come tutti gli altri attori neri della pellicola. Non le fu concesso neppure di sedere al tavolo con gli altri attori bianchi durante i festeggiamenti dopo la cerimonia ufficiale.

Era una donna molto pratica: se il ruolo proposto le piaceva lei lo accettava. La sua vita Hattie MacDaniel l’ha vissuta fedele a sé stessa sempre, ci sarebbe voluto un premio anche per questo. In verità era anche molto altro: per esempio cantava gospel, presentava dei programmi radiofonici e anche la sua vita privata non era per niente monotona. Ha anche dato vita ad una fondazione filantropica ed era membro di una associazione femminile per l’uguaglianza dei diritti civili. E’ riuscita a vincere la causa contro i suoi vicini (bianchi) che non gradivano la sua presenza nel quartiere… Sembra dunque uno scherzo il fatto che sia stata contestata da parte della comunità nera di quegli anni proprio per aver troppo indugiato in ruoli da donna schiava, donna sottomessa, donna nera a servizio dei bianchi.

Di tutto ciò in questi anni e questi miliardi di volte che ho guardato il film, io non ho mai visto altro se non il suo bellissimo modo di dire “Miss Rossella”, le sue facce buffe, il suo goffo ed ondeggiante modo di camminare, il suo broncio mai veramente cattivo.

Aspetta aspetta… l’hai vista la coperta?!

Coperta o scialle? Humm… Comunque granny!

coperta mamy

fonte: http://www.knittingparadise.com/t-18557-1.html

Sulle spalle di Mamy, sul divano, sotto la tv della nonna negli anni 70… Il quadratino granny un piccolo premio lo meriterebbe anche lui. Sta vivendo una vera e propria seconda (o forse ennesima) vita, con le rivisitazioni che lo vogliono protagonista di borsellini, borse, pupazzi, elementi d’arredo in chiave moderna, up-cycling estremi e chi più ne ha più ne metta.

Eccoti qualche esempio.

Gonna Granny

gonna granny

Uomini Granny

uomini granny

Cervo Granny

cervo granny

Realizzato in plarn (plastic yarn, strisce di plastica ricavate dalle buste della spesa) da Magda Van der Vloed

Cubi pouf Granny

pouf granny

Ma il quadratino granny come si fa? Facilissimo: fai un cerchietto, lavora lavora lavora ed ecco fatto.

Dai scherzavo, eccoti una splendida raccolta di quadratini granny che puoi realizzare da subito: clicca qui

Se sei un Magliuomo e hai realizzato un lavoro con le mattonelle granny diccelo nel gruppo su FB oppure metti qui sotto nei commenti un link al tuo lavoro, ti “piaciamo” subito!